Archivio di: giugno, 2010

UN MONOLOGO DI QUASI DUE ORE ALL’OLMETTO: IRRESISTIBILE DE’ GIORGI SUPER ARLECCHINO INGENUO E IRRIVERENTE

Rozzo ed esuberante, ingenuo e suo malgrado irriverente: è un Arlecchino traboccante di vitalità quello che Eugenio de’ Giorgi ripropone sul palcoscenico dell’Olmetto con Lo sghignazzo di Arlecchino.

Un lavoro drammaturgico abile curato dallo stesso de’ Giorgi insieme al regista Vito Molinari, che fonde i diversi testi integrandoli con omogeneità e senza pesantezze didascaliche.

Un’ affabulazione di quasi due ore, condotta con energia straordinaria e istintiva simpatia da un attore in stato di grazia, capace di fondere con naturalezza, virtuosismo verbale e gestualità, conquistando il pubblico con i suoi irresistibili ammiccamenti furbeschi.

LA REPUBBLICA – SIMONA SPAVENTA

Ora Fo «benedica» De Giorgi: è lui il suo figlio spirituale

Eugenio de’Giorgi – dotato a sua volta di schietta comunicatività, nutrito della sua passione per la commedia dell’arte, attento al suo grande modello ma senza abbassarsi alla fotocopia – mi è parso davvero l’erede di Fo, per non dire il suo figlio spirituale. Dia dunque il Nobel la sua benedizione all’erede: la merita. come merita una lunga tournée.

«Il Giorno», Ugo Ronfani

De’ Giorgi vince la sfida con la Tigre

Il teatro di Fo vive anche senza Fo. Così non c’è da meravigliarsi che Eugenio De’Giorgi proponga, guidato dalla regia sapientemente attenta ai tempi comici di Vito Molinari, Storia della Tigre e altre Storie, piccoli classici in grammelot. De’Giorgi è bravissimo nell’arrampicarsi lungo gli spericolati galoppi recitativi, nel perdersi in allusivi borbottii, nel ricercare l’assurdo e il grottesco in una didascalicità che nasce dalla nostra tradizione teatrale e che si muove tra “giullarata” e Commedia dell’Arte

«Il Corriere della Sera», Magda Poli

De’ Giorgi recita Fo con onestà

Sfidando la difficoltà di arduo confronto, Eugenio de’Giorgi ha rimesso in scena due di questi monologhi, Storia della Tigre e altre Storie e il primo miracolo di Gesù bambino e ne ha estratto uno spettacolo godibilissimo, capace di non far rimpiangere l’impagabile originale. Bravo de’Giorgi, in scena da solo, onesto e intelligente cantastorie che ben appreso la lezione del maestro Fo.

«La Repubblica», Sara Chiappori

I testi di Dario Fo riproposti dal bravissimo de’ Giorgi

Tutto ricorda Fo di venticinque anni fa, soprattutto l’estrema bravura mnemonica dell’attore Eugenio de’Giorgi, che tiene banco da solo sul palco, parla, parla in continuazione con velocità e tensione eccezionale. Le naturali doti di de’ Giorgi di mimo, giullare, narratore, danno così nuova voce e corpo ai due testi dell’istrionico premio Nobel.

«Il Giornale», Valentina Fontana

Ruggisce ancora la Tigre di Fo

Spassosissimo, lo spettacolo, tutto d’un fiato, esige un interprete generoso. Come è Eugenio de’Giorgi, che non molla nemmeno per una frazione di secondo la presa del pubblico. Potendo contare solo sulle sue forze, organizzate e dirette ad arte da Molinari, che massimizza la resa dell’attore nel rigore di un’interpretazione consona all’opera e insieme autonoma dal suo autore.

«La Prealpina», Anna Ceravolo

“FOOLFORSHAKESPEARE”, IL “GRANDE BARDO” E LA PAZZIA

Godiamoci intanto il fresco ricordo di una prova d’attore eccezionale, di un testo che contamina con grande intelligenza linguaggi e generi diversi, di una regia creativa senza eccessi. […] Così si materializzano sul palco le scene di follia di Otello, Machbeth, Riccardo III, Romeo e Giulietta, Troilo e Cressida, Amleto, Re Lear che l’attore dissacra con il suo grammelot facendo ricorso ai grandi mezzi di cui è dotato per divertire e divertirsi: le ampie tonalità vocali, la gestualità giullaresca, gli occhi allegri e spiritati, le buffe contorsioni. Poi improvvisamente cambia registro e interpreta quei personaggi con la forza drammatica del grande attore shakespeariano. Bravissimo!

E-ART MAGAZINE – MAURIZIO CARRA

SHAKESPEARE E I COMICI DELL’ARTE CON IL FOOL DE’ GIORGI

Bella e impegnativa prova per l’unico interprete in scena, Eugenio de’ Giorgi, che conferma le sue doti nella figura del fool.

LA REPUBBLICA – GIOVANNA CRISAFULLI

LA RACCOMANDAZIONE DI PAPA “GIOAN” RONCALLI

Unico interprete, oltre che regista dello spettacolo, de’Giorgi rende corale il suo monolgo sdoppiandosi e triplicandosi, con la consueta maestria recitativa, in più figure, ma ricordandoci comunque che lo straordinario coraggio di indire il Concilio Vaticano II appartenne a un solo uomo: Angelo Rncalli, appunto, in arte Papa Gioan.

IL GIORNALE – ROBERTO BORGHI