Archivio di: dicembre, 2010

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI NAPOLI

“PARTHENOPE”

CENTRO D’ATENEO PER L’EROGAZIONE DEI SERVIZI LINGUISTICI

REGIONE CAMPANIA

PROGETTO LLMC (LEARNING LANGUAGES BY MULTIMEDIA CENTER)

LABORATORIO TEATRALE IN LINGUA

PARADOSSI E INTERMITTENZE DELLA COMUNICAZIONE

(assegniste: G. Carpinelli, C. Esposito, M. Porcelli)

22 DICEMBRE 2010 – Ore 10.00

Aula Magna – Via A. Acton 38 – Napoli

Saluti di benvenuto ore 10.00

Magnifico Rettore PROF. CLAUDIO QUINTANO

PROF. FEDERICO ALVINO Preside della Facoltà di Giurisprudenza

PROF. GIAN PAOLO CESARETTI Preside della Facoltà di Economia

PROF. ALBERTO CAROTENUTO Preside della Facoltà di Ingegneria

PROF. RAFFAELE SANTAMARIA Preside della Facoltà di Scienze e Tecnologie

PROF. GIUSEPPE VITO Preside della Facoltà di Scienze Motorie

PROF. CAROLINA DIGLIO Coord. Dott. di Ricerca

“Eurolinguaggi Scientifici, Tecnologici e Letterari”

PROF. COLOMBA LA RAGIONE Responsabile scientifico

Progetto LLMC

RAPPRESENTAZIONI

Pièce-à-pièce

…de la Folie en petits morceaux

PinterActing

the paradoxes of dialogue in Pinter’s sketches

Lo spazzino interventista

di Raffaele Viviani

Coffee break

GRAMMELOT La musica della parola

Lezione spettacolo giocata da EUGENIO DE’ GIORGI

Presenta

Bruno Mirabile

Ingresso libero

Segreteria organizzativa:

Dott.ssa Virginia Formisano, Sig. Antonio Esposito – Tel. 081 5475428

E-mail: centro.linguistico@uniparthenope.it

www.uniparthenope.it


da Dario Fo e Eugenio de’Giorgi

con Eugenio de’Giorgi

drammaturgia e regia Stefano Simone Pintor

“Quando non c’è energia non c’è colore, non c’è forma, non c’è vita”

Michelangelo Merisi da Caravaggio

Per ricordare Michelangelo Merisi da Caravaggio, la sua importanza fondamentale nella storia dell’arte italiana e mondiale, abbiamo scelto di farlo attraverso il teatro, usando la forma spettacolare a celebrazione non solo della sua rivoluzionaria opera – resa tanto teatrale nell’espressione dei soggetti e delle atmosfere descritte da un’incessante ricerca sull’illuminazione e sulla plasticità delle figure – ma anche di una vita vissuta sempre all’estremo, dove l’elemento spettacolare sembrava sempre fondersi con il quotidiano.

Per farlo, lo assoceremo a un altro grande rivoluzionario della scena artistica milanese e internazionale: Dario Fo, già autore di una lezione spettacolo incentrata su Caravaggio, ma anche e soprattutto autore di brani che, proprio come fece quest’ultimo, dalla materia biblica traggono larghissimo spunto. Attraverso testi come La resurrezione di Lazzaro e Abramo e Isacco ci porremo il duplice obiettivo di raccontare tanto l’episodio biblico ispiratore, quanto di rievocare l’atmosfera del relativo quadro caravaggesco (di volta in volta presentato o ricreato sulla scena), e di evidenziarne così, attraverso la presenza fisica dell’attore costitutrice di una terza dimensione al di fuori della tela, i dettagli e i significati più nascosti, l’essenza ultima. A completare questa ricerca, aggiungiamo anche gli interventi in grammelot dello stesso de’ Giorgi, che analizzeranno in chiave popolare la vita e le ultime opere del pittore. Cercheremo di creare, dunque, uno spettacolo insieme istruttivo e giocoso, nel tentativo di far rinascere miracolosamente attraverso la scena e l’analisi della tela, tutta l’energia del genio del Merisi. Nella speranza che, per dirla con Fo, «ve piàsano i miracoli»…

IL RUOLO DEL GIULLARE NEL TEATRO CONTEMPORANEO

Corso di Teatro tenuto da: Eugenio de’Giorgi

Dall’ 8 febbraio al 21 giugno 2011

A fine corso sarà allestito lo spettacolo: LA SCUOLA DEI BUFFONI

Luogo: Beth Shlomò – Via Ugo Foscolo,  3 (Galleria Vitt. Emanuele) Scala 8 – 2° piano – citofono: 2020

Giorno: Martedì – dalle 20.00 alle 22.00 (20 incontri)

IL CORSO

La Commedia dell’Arte è la valorizzazione delle componenti fondamentali dell’evento scenico: il corpo dell’attore, il gesto, il ritmo dell’azione.La conoscenza della Commedia dell’Arte è di importante valore formativo per l’attore e di assoluto riferimento per lo studio dell’arte teatrale. Il lavoro partirà da alcuni cenni sulla storia della Commedia dell’Arte, i cui temi predominanti sono l’uso dei canovacci e dell’improvvisazione, per arrivare allo studio fisico/vocale dei personaggi più noti: Zanni, Arlecchino, Pantalone, Brighella, Colombina, Dottore, Capitano. Dopo avere appreso gli elementi base, inizierà lo studio personale sull’attore, la ricerca del proprio “giullare” inteso come affabulatore/cantastorie. Una particolare attenzione sarà data alla parte vocale attraverso lo studio del “grammelot”, mezzo straordinario e universale di comunicazione, che ha superarto le barriere della traduzione. In questa seconda fase l’allievo studierà su brani di Dario Fo, maestro “giullare” del nostro tempo.

IL PROGETTO

Oggi più che mai il teatro deve parlare un linguaggio internazionale, deve superare la barriera della traduzione. E’ già successo nel passato con la Commedia dell’Arte, Dario Fo ha portato avanti e sviluppato questa tradizione teatrale italiana ed ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura, il mio percorso continua proprio da qui.

Spesso la Commedia dell’Arte è vista come un fenomeno antico, del passato, che non ha niente a che vedere con il teatro moderno, contemporaneo. E’ vero, se penso alle “solite” scene tra Arlecchino e Pantalone, i soliti “lazzi”, mi viene anche a me il mal di pancia. Oggi non ha senso studiare questo fenomeno teatrale, se non si ha l’idea e la volontà di farla rivivere, e non solo di rappresentarla come reperto storico. La sua funzione è svilita e ridotta a teatro di “nicchia”, che vuol dire di fatto, che non interessa a nessuno. La Commedia dell’Arte è in realtà un mezzo straordinario per apprendere quella tecnica che ci permette di raccontare il quotidiano con la leggerezza e l’acutezza che ha il popolo, la gente semplice. Il cinema in questo ha fatto scuola. Il più grande innovatore è stato proprio Charlie Chaplin che ha portato sugli schermi un personaggio, “Charlot” che per carattere e condizione sociale è assolutamente uno Zanni. Perché piace e ha successo? Perché rappresenta la massa, il debole che spesso si prende gioco dei potenti. Questo deve essere lo spunto per andare avanti. La maschera oggi è uno strumento per imparare le regole, ma non è necessaria o indispensabile per fare capire chi è il personaggio che sta parlando sulla scena. Il linguaggio è il corpo e la voce, la musica della parola.

Ho sempre amato la musica, ma non ho mai imparato a suonare uno strumento. Questa mia passione nasce soprattutto dal suo linguaggio universale, che si tratti di musica Classica, Jazz, Rock, Rap, non importa, il suo linguaggio raggiunge tutti i continenti senza bisogno di traduzione, questo suo aspetto mi affascina, da sempre.

Quando mi sono avvicinato al teatro ho sentito subito questa necessità, che non era solo il desiderio di comunicare, raccontare attraverso la parola, ma ho sempre cercato un modo universale che si potesse avvicinare alla musica. Lo studio della voce mi ha accompagnato in questo percorso che è diventato negli anni il mio strumento fondamentale per insegnare un metodo indispensabile e utile per l’attore da un lato e uno stile teatrale che diverte e incuriosisce lo spettatore dall’altro: il “Grammelot”.