Archivio dell'autore degiorgi

EUGENIO DE’GIORGI presenta

Che Spettacolo! – Arte e Teatro

Bergamo – Teatro Donizetti 16 e 21 febbraio 2012

CHE SPETTACOLO e CHE RISATA, sono due appuntamenti sul teatro popolare e la Commedia dell’Arte, giocati con il linguaggio dei comici e dei giullari: il “grammelot”.

Molti personaggi per un unico interprete: Eugenio de’ Giorgi, che “si fa in quattro” per uno spettacolo comico, esilarante.

Nell’istallazione di Pierpaolo Boccardi, le scenografie di Emanuele Luzzati, artista di fama mondiale, candidato due volte al Premio Oscar, e i fondali di Matteo de Martino, scenografo e realizzatore di Dario Fo e , diventano il canovaccio di questo aperitivo/spettacolo.

CHE SPETTACOLO

La scenografia di Emanuele Luzzati, diventa il canovaccio della serata. Venezia è il filo conduttore. La Venezia popolare dei campielli, dove s’incontrano personaggi di ogni tipo e di ogni provenienza. Venezia piazza dei comici, centro di scambio commerciale internazionale, città dove per la prima volta viene riconosciuto ufficialmente un luogo destinato agli ebrei: il Ghetto. Venezia, centro del mondo.

CHE RISATA

Gioan, servo comico bergamasco è il protagonista di questo incontro di chiusura del Carnevale. La scenografia/canovaccio di riferimento è il fondale di Matteo de Martino, che rappresenta: Lo Sghignazzo di Arlecchino. Da qui il titolo: CHE RISATA! Una carrellata di avvenimenti e situazioni comiche attraverso il personaggio che ancora oggi è protagonista assoluto della scena teatrale: Arlecchino, ieri e oggi, daCarlo Goldoni a Dario Fo.

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Aperitivo-spettacolo:

Giovedì 16 febbraio 2012, ore 19.00

Martedì 21 febbraio 2012, ore 17.00

Organizzazione

Mail: chespettacolo.chespettacolo@gmail.com

Mobile: 340.3204625 Paola Francesca Denti

Biglietti Intero: Euro 8,00

Ridotto : Euro 7 ( Associati Duende) – Euro 5,00 (Under 18)

Ritiro biglietti presso la biglietteria del Teatro Donizetti dalle ore 13 alle 20 dal lunedì al sabato. Tel 035.4160601-602-603

Milano, 28 Gennaio 2012Gianpiero Fiorani ha perso la causa civile da 5 milioni di euro contro l’attore e autore teatrale Eugenio de’ Giorgi. La sentenza, depositata da pochi giorni, è del giudice Roberto Bichi del Tribunale di Milano.

L’ex banchiere della Banca Popolare di Lodi aveva citato l’attore nel 2009 pochi giorni prima che la pièce teatrale fosse rappresentata a Lodi.

Eugenio de’ Giorgi, difeso dall’avvocato milanese Alessandra Cocco, aveva già portato in scena a Milano, con grande successo, lo spettacolo Previsioni meteo: diluvio universale – the rise and fall of Gianpy, un’impertinente e canzonatoria ricostruzione di fatti e personaggi della scalata Antonveneta (da Fazio a Fiorani, Gnutti, Ricucci, Coppola ecc.).

<<Il tema del soggetto teatrale – è scritto nella sentenza ­– risulta essere di stretta attualità e concerne vicende di assoluto rilievo pubblico>>. E prosegue <<…Nella satira non vige l’obbligo di rispettare la verità dei fatti, proprio perché la sua caratteristica principale è la deformazione della realtà, il paradosso, il sarcasmo>>. Il giudice afferma che la rappresentazione satirica debba ritenersi legittima,  ancorchè <lesiva della dignità  del personaggio pubblico rappresentato> purchè non si risolva in un’offesa gratuita dello stesso .

Oltre a respingere la richiesta di risarcimento danni da diffamazione, il giudice Bichi di primo grado ha condannato Fiorani a rimborsare all’attore le spese sostenute per il giudizio.

<<Questa sentenzaafferma de’Giorgi - ha ribadito l’importanza della libertà di satira e di espressione>>.

Lo spettacolo riprenderà la tournée annuncia l’attore: <<Gianpy sarà nuovamente a teatro ma il titolo è nuovo: “Fiorani versus de’Giorgi, La sentenza”>>.

Le date della prossima tournée saranno presto disponibili.

Secondo Alessandra Cocco, legale dell’attore, il Tribunale di Milano <<ha conclamato il libero diritto di espressione artistica esercitato con bravura da Eugenio de’Giorgi che in “ Previsioni  Meteo -Diluvio Universale”  ha rappresentato con ironia e satira i fatti come emergevano all’epoca :  le vicende giudiziarie, le  dichiarazioni pubbliche e private dei protagonisti,  portando sul palco di un teatro i fatti  scandalosi accaduti nella realtà>>.

IL GIULLARE NELLA SOCIETA’ CONTEMPORANEA – dalla Commedia dell’Arte a Dario Fo

DOCENTE: Eugeio Dé Giorgi

DATA: 14-15 Gennaio 2012

ORARIO: sabato 15-20, domenica 11-20 con dimostrazione finale ore 20:30

QUOTA: 120€ (10 euro – tessera associativa)

SEDE SEMINARIO: TP MILANO, Via Savona 10

LIVELLO: consigliato a tutti

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Il linguaggio popolare della commedia dell’arte nel 500 non è altro che il modello espresso oggi da diversi media: Tv, radio, stampa. L’audience di oggi è la piazza di ieri. Non è cambiato nulla.
Per questo motivo il linguaggio doveva essere molto popolare e semplice. Gli argomenti affrontati dovevano essere di sicuro richiamo: fame e sesso. Le maschere più famose erano: gli Zanni, i servi, a seguire Pantalone, mercante veneziano, il Dottore, bolognese, Il Capitano, spesso spagnolo e la servetta. Dagli Zanni deriveranno successivamente i due servi Arlecchino e Brighella.

La Commedia dell’Arte è la valorizzazione delle componenti fondamentali dell’evento scenico: il corpo dell’attore, il gesto, il ritmo dell’azione.
Ma come si esprime il comico, il giullare? Si esprime in ‘grammelot‘, un linguaggio del tutto teatrale inventato dai Comici dell’Arte.
Dovendo farsi intendere dappertutto, in Italia e all’estero, i comici dovettero creare un modo per esprimere il ricordo del gioco satirico che proponevano.
Così, alla gestualità della pantomimica, aggiunsero un linguaggio pseudo maccheronico, composto da sproloqui, apparentemente senza senso compiuto, infarciti di termini della lingua locale, suoni onomatopeuci che realizzavano l’immagine delle azioni o stati d’animo.

Il percorso attraverso lo studio della maschera, del personaggio ‘le radici’, è il punto di partenza indispensabile per trovare il proprio giullare, ‘le ali’, che rappresenta il futuro, il ruolo del giullare nella società contemporanea.

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di e con Eugenio de’Giorgi

sabato 19 e sabato 26 novembre 2011 – ore 18.30

MUSEO CERESA -  Via G.Milesi,1 – San Giovanni Bianco (BG)

Per info: 3460113310 cultura.sgb@gmail.com

La Commedia dell’Arte è un fenomeno teatrale che nasce in Italia alla metà del XVI secolo. Chiamata anche “Teatro all’improvviso”, si svolgeva nelle piazze, all’aperto.

Per questo motivo il linguaggio doveva essere molto popolare e semplice. Gli argomenti affrontati dovevano essere di sicuro richiamo: fame e sesso. Le maschere più famose erano: gli Zanni, i servi, a seguire Pantalone, mercante veneziano, il Dottore, bolognese, Il  Capitano, spesso spagnolo e la servetta. Dagli Zanni deriveranno successivamente i due servi Arlecchino e Brighella.

La Commedia dell’Arte è la valorizzazione delle componenti fondamentali dell’evento scenico: il corpo dell’attore, il gesto, il ritmo dell’azione. Ma come si esprime il comico, il giullare? Si esprime in “ grammelot”, un linguaggio del tutto teatrale inventato dai Comici dell’Arte. Dovendo farsi intendere dappertutto, in Italia e all’estero, i comici dovettero creare un modo per esprimere il ricordo del gioco satirico che proponevano. Così, alla gestualità della pantomimica, aggiunsero un linguaggio pseudo maccheronico, composto da sproloqui, apparentemente senza senso compiutto, infarciti di termini della lingua locale, suoni onomatopeuci che realizzavano l’immagine delle azioni o stati d’animo. Da questo percorso è nato lo spettacolo: GIULLARATA OSCENA.

“Attraverso il gioco della commedia dell’arte e del teatro popolare Eugenio de’Giorgi descrive il rapporto di coppia.
E’ una giullarata apppunto, un viaggio erotico nel tempo attraverso alcuni dei personaggi e degli autori più noti: Pantalone e la Servetta nella Commedia dell’Arte, le poesie erotiche di Giorgio Baffo, poeta contemporaneo di Goldoni e Casanova, Veronica Franco, la più nota cortigiana di Venezia, un Orgia Nuziale ai festeggiamenti per il matrimonio di Lucrezia Borgia con Alfonso d’Este, le storie peccaminose del Convento di Santo Spirito a Venezia, alla Giudecca, per finire con un grammelot inglese/francese/tedesco.
Lo spettacolo è il risultato di anni di studio e approfondimento sulla commedia dell’arte, genere teatrale dove più che mai il rapporto di  coppia è forte, vitale, quasi ossessivo.

In scena, l’unico attore, interpreta personaggi e vicende legate alla tradizione popolare.

Uno spettacolo comico, dove il pubblico, come nella più tradizionale commedia in piazza, parteciperà attivamente alla scena, diventando protagonista.

I ROBE

San Giovanni Bianco 5/27 Novembre 2011

Mostra dell’Arte della Scena

dal 5 al 27 Novembre 2011

MUSEO CERESA – San Giovanni Bianco (BG)

Venerdì e Sabato: 15.00 – 19.00

Domenica: 10.00 – 12.00 e 15.00 – 19.00

info: cultura.sgb@gmail.com – info@atduende.it

tel: +39.3460113310

La mostra, ideata da Eugenio de’Giorgi, si avvale di un allestimento-installazione di Paolo Boccardi e presenta scenografie, fondali e quadri del celebre Emanuele Luzzati, fondali di Luisa Spinatelli e di Matteo de Martino, collaboratore di Dario Fo oltre a sculture dello stesso Paolo Boccardi. I materiali esposti provengono dall’archivio scenico dell’Associazione  Duende e sono il frutto di 12 anni di produzioni teatrali, dedicate in particolare al Teatro dell’Arte. A cornice della Mostra, per due serate, il sabato 19 e sabato 26 novembre, dalle 18.30 alle 20.30,  sarà proposto un aperitivo con spettacolo: GIULLARATA OSCENA, all’insegna della comicità dell’eros e della cucina, come nella migliore tradizione del teatro di piazza, e il pubblico potrà gustare alcuni prodotti locali offerti dall’Ecomuseo Val Taleggio.

di e regia: Eugenio de’Giorgi

con Nicole Sartirani, Davide Lenisa, Francesca Giorgi, Eugenio de’Giorgi

12 Novembre 2011 -  Sarnico (BG) - Teatro Junior ore 21.00

13 Novembre 2011 - Brignano d’Adda (BG) – Palazzo Visconti ore 21.00

di Eugenio de’ Giorgi e Stefano Simone Pintor

Con Eugenio de’ Giorgi

Giocato da Stefano Simone Pintor


In un passo del suo libro d’esordio La genesi spiegata da mia figlia, Haim Baharier racconta di un momento della sua educazione presso il maestro Lèon Askenazi che è illuminante nella sua semplicità. Il maestro insegna all’allievo che l’ebraico, facendo parte delle lingue povere, manca a volte di termini importanti, come per esempio il termine ‘storia’.

Questa parola viene sostituita […] con la parola toledòt, “generazioni”, nel senso più biologico che ci sia: far nascere, donare la vita.

E aggiunge:

La storia della mia identità, quella ebraica, è in fondo, solo una storia di pentole e pannolini. Di sostentamento e generazioni.

È da questo spunto semplice, quasi di ordinaria amministrazione per situazione e contenuti, che siamo voluti partire per lo sviluppo di questo spettacolo. Attraverso i messaggi del nostro maestro, abbiam dato vita a testi giocosi e serissimi al tempo stesso, con al centro tre episodi biblici noti (Caino e Abele, La torre di Babele e Davide e Golia), ma raccontati sotto un diverso punto di vista: quello di chi come noi è nato dopo migliaia di generazioni, dopo migliaia di pentole e pannolini, ma che ancora oggi, nell’epoca dei mass media e di Internet, vive le stesse identiche dinamiche di allora. Quasi che il mondo, con la benedizione ultima dello Shabbàt donata da Dio al termine della creazione, si fosse fermato, si fosse bloccato in una dimensione di animatissima immobilità.

Il mondo di appartenenza di questi protagonisti è dunque il nostro, quello della nostra contemporaneità, ma tutto è immutato. Cambiano i dettagli e le circostanze forse. Non a caso incontreremo di volta in volta ambienti diversi come quello famigliare odierno, o il lavoro in azienda, l’università, il mondo finanziario occidentale e la borsa, fino ad arrivare allo sport con il suo tifo idolatrico. Ma ciò che sicuramente non cambiano sono le storie di fondo, le gioie e i dolori, le passioni e i conflitti, e così via.

Tre storie insomma: con un solo attore e decine di personaggi, per raccontare ancora una volta la Bibbia, ma nella sua versione 2.0. Per raccontarla cioè con uno sguardo sull’oggi, nel tentativo di recuperare quell’elemento popolare e istruttivo che aveva il teatro secoli fa, quando sopravviveva raccontando proprio di queste storie…

E certo, con un fil rouge che sottende tutte e tre queste vicende. Quasi un’unica certezza nel mare di parole che si possono spendere su questi argomenti: quella che il nostro è certamente un mondo dove Dio ha scelto di non esserci, di ritirarsi. Un mondo ateo…

Stefano Simone Pintor

di Eugenio de’ Giorgi e Stefano Simone Pintor

Con Eugenio de’ Giorgi

Giocato da Stefano Simone Pintor


sabato 3 settembre 2011

SIENA – Piazza del Mercato – ore 21.15


domenica 4 settembre 2011

FIRENZE – Giardino della Sinagoga - ore 18.00


IL GIULLARE NELLA SOCIETA’ CONTEMPORANEA “le radici e le ali”

tenuto da Eugenio de’Giorgi

eug 20CASA DI ARLECCHINO

San Giovanni Bianco – Bergamo

da giovedì 21 a sabato 30 luglio 2011: 10 giorni

7 ore al giorno: dalle ore 10.00 alle ore 13.00 dalle ore 15.00 alle ore 19.00

costo del seminario: 300 euro

per info: info@eugeniodegiorgi.it oppure +393460113310

termine delle iscrizioni: 18 luglio 2011

Programma:

Presentazione, analisi e studio dei personaggi della Commedia dell’Arte

Scelta del proprio personaggio e approfondimento

Il linguaggio del corpo e la voce: Il grammelot

Il canovaccio (canovaccio teatrale composto dagli attori)

La rappresentazione: EMIGRANTI COMICI

Il linguaggio popolare della commedia dell’arte nel 500 non è altro che il modello espresso oggi da diversi media: Tv, radio, stampa. L’audience di oggi è la piazza di ieri. Non è cambiato nulla. Per questo motivo il linguaggio doveva essere molto popolare e semplice. Gli argomenti affrontati dovevano essere di sicuro richiamo: fame e sesso. Le maschere più famose erano: gli Zanni, i servi, a seguire Pantalone, mercante veneziano, il Dottore, bolognese, Il Capitano, spesso spagnolo e la servetta. Dagli Zanni deriveranno successivamente i due servi Arlecchino e Brighella.

La Commedia dell’Arte è la valorizzazione delle componenti fondamentali dell’evento scenico: il corpo dell’attore, il gesto, il ritmo dell’azione. Ma come si esprime il comico, il giullare? Si esprime in “grammelot”, un linguaggio del tutto teatrale inventato dai Comici dell’Arte. Dovendo farsi intendere dappertutto, in Italia e all’estero, i comici dovettero creare un modo per esprimere il ricordo del gioco satirico che proponevano. Così, alla gestualità della pantomimica, aggiunsero un linguaggio pseudo maccheronico, composto da sproloqui, apparentemente senza senso compiutto, infarciti di termini della lingua locale, suoni onomatopeuci che realizzavano l’immagine delle azioni o stati d’animo.

Il percorso attraverso lo studio della maschera, del personaggio “le radici”, è il punto di partenza  indispensabile per trovare il proprio giullare, “le ali”, che rappresenta il futuro, il ruolo del giullare nella società contemporanea.

La fine del seminario prevede l’allestimento dello spettacolo: EMIGRANTI COMICI, frutto del laboratorio e scritto dagli attori stessi.

informazioni utili per chi volesse pernottare in loco:

www.agriturismostallealte.com Agriturismo Stalle Alte San Giovanni Bianco Bergamo di Zanchi Lorena – Tel. 0345.61010

B&B Adelche – www.adelche.it - Via Costa San Gallo, 3, San Giovanni Bianco Bergamo - 339 247 9553

Bed & Breakfast Sopra il portico – www.soprailportico.it - Via Briolo Fuori, 1, S. Giovanni Bianco Bergamo - 0345 43379

Hotel Aia – 6, Via G.Signori, San Giovanni Bianco, BG 24015 - 0345 41039