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	<title>EUGENIO DE&#039;GIORGI &#124; Sito Ufficiale &#187; Spettacoli</title>
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		<title>BIBBIA 2.0</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Aug 2011 09:07:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>degiorgi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[di Eugenio de’ Giorgi e Stefano Simone Pintor
Con Eugenio de’ Giorgi
Giocato da Stefano Simone Pintor


In un passo del suo libro d’esordio La genesi spiegata da mia figlia, Haim Baharier racconta di un momento della sua educazione presso il maestro Lèon Askenazi che è illuminante nella sua semplicità. Il maestro insegna all’allievo che l’ebraico, facendo parte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Eugenio de’ Giorgi</strong> e <strong>Stefano Simone Pintor</strong></p>
<p>Con <strong>Eugenio de’ Giorgi</strong></p>
<p>Giocato da <strong>Stefano Simone Pintor</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>In un passo del suo libro d’esordio <em>La genesi spiegata da mia figlia</em>, Haim Baharier racconta di un momento della sua educazione presso il maestro Lèon Askenazi che è illuminante nella sua semplicità. Il maestro insegna all’allievo che l’ebraico, facendo parte delle lingue povere, manca a volte di termini importanti, come per esempio il termine ‘storia’.</p>
<p>Questa parola viene sostituita […] con la parola <em>toledòt, </em>“generazioni”, nel senso più biologico che ci sia: far nascere, donare la vita.</p>
<p>E aggiunge:</p>
<p>La storia della mia identità, quella ebraica, è in fondo, solo una storia di pentole e pannolini. Di sostentamento e generazioni.</p>
<p>È da questo spunto semplice, quasi di ordinaria amministrazione per situazione e contenuti, che siamo voluti partire per lo sviluppo di questo spettacolo. Attraverso i messaggi del nostro maestro, abbiam dato vita a testi giocosi e serissimi al tempo stesso, con al centro tre episodi biblici noti (<em>Caino e Abele, La torre di Babele </em>e <em>Davide e Golia</em>), ma raccontati sotto un diverso punto di vista: quello di chi come noi è nato dopo migliaia di generazioni, dopo migliaia di pentole e pannolini, ma che ancora oggi, nell’epoca dei <em>mass media</em> e di <em>Internet</em>, vive le stesse identiche dinamiche di allora. Quasi che il mondo, con la benedizione ultima dello <em>Shabbàt </em>donata da Dio al termine della creazione, si fosse fermato, si fosse bloccato in una dimensione di animatissima immobilità.</p>
<p>Il mondo di appartenenza di questi protagonisti è dunque il nostro, quello della nostra contemporaneità, ma tutto è immutato. Cambiano i dettagli e le circostanze forse. Non a caso incontreremo di volta in volta ambienti diversi come quello famigliare odierno, o il lavoro in azienda, l’università, il mondo finanziario occidentale e la borsa, fino ad arrivare allo sport con il suo tifo idolatrico. Ma ciò che sicuramente non cambiano sono le storie di fondo, le gioie e i dolori, le passioni e i conflitti, e così via.</p>
<p>Tre storie insomma: con un solo attore e decine di personaggi, per raccontare ancora una volta la Bibbia, ma nella sua versione 2.0. Per raccontarla cioè con uno sguardo sull’oggi, nel tentativo di recuperare quell’elemento popolare e istruttivo che aveva il teatro secoli fa, quando sopravviveva raccontando proprio di queste storie&#8230;</p>
<p>E certo, con un <em>fil rouge </em>che sottende tutte e tre queste vicende. Quasi un’unica certezza nel mare di parole che si possono spendere su questi argomenti: quella che il nostro è certamente un mondo dove Dio ha scelto di non esserci, di ritirarsi. Un mondo ateo…</p>
<p align="right">Stefano Simone Pintor</p>
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		<title>FROTULE E STRAMBOTTI ALLA BERGAMASCA</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2011 21:22:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>degiorgi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[
drammaturgia e regia di Eugenio de&#8217;Giorgi
con Eugenio de&#8217;Giorgi, Francesca Giorgi, Davide Lenisa, Nicole Sartirani
Parlare di Commedia dell’Arte, per me, significa parlare di “radici” e di “ali”: si tratta, infatti, di un genere teatrale che affonda le proprie origini nella tradizione del nostro passato ma che, al tempo stesso, può slanciarsi verso il futuro aggiornando il proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-216" title="Squarzamutande" src="http://www.eugeniodegiorgi.it/wp-content/uploads/2011/05/30-300x225.jpg" alt="Squarzamutande" width="300" height="225" /></p>
<p>drammaturgia e regia di<strong> Eugenio de&#8217;Giorgi</strong></p>
<p>con<strong> Eugenio de&#8217;Giorgi, Francesca Giorgi, Davide Lenisa, Nicole Sartirani</strong></p>
<p>Parlare di Commedia dell’Arte, per me, significa parlare di “radici” e di “ali”: si tratta, infatti, di un genere teatrale che affonda le proprie origini nella tradizione del nostro passato ma che, al tempo stesso, può slanciarsi verso il futuro aggiornando il proprio linguaggio all’oggi. La mia idea di modernità della Commedia dell’Arte è proprio questa: riuscire a parlare all’uomo contemporaneo utilizzando le regole dei caratteri, dei tipi, del giochi di linguaggio di un tempo lontano.</p>
<p>Ogni spettacolo è frutto di una ricerca necessaria. Nel caso di <em>Frotole e Stamboti alla bergamasca </em>la mia ricerca si è sviluppata a 360°, un vero viaggio all’interno del linguaggio e dei personaggi della Commedia dell’Arte, appartenenti al periodo storico e letterario compreso tra il 1400 e il 1500.</p>
<p>Gli antichi strambotti e le antiche frottole sono i testi alla base dello spettacolo; si tratta di componimenti poetici di origine popolare, molto diffusi soprattutto nell’Italia Settentrionale: barzellette, motti e pensieri, storie divertenti di argomento amoroso, scambi di battute, spesso volgari, che descrivono un’azione precisa e limitata nel tempo, ma senza una vera drammaturgia. Vi ho ritrovato la satira dei costumi e la bellezza del dialetto umile e schietto ma in rima, predisposto per essere musicato.</p>
<p>Attorno all’ossatura esile delle frottole e degli strambotti ho costruito l’azione, la storia, il viaggio dei comici: Zanni il bergamasco, il Dottore bolognese, Ruzante pavano e Lazarina bergamasca, quattro personaggi per una storia di povertà e speranza, esigenze di vita e d’amore.</p>
<p>Ho eliminato la maschera dal volto dei protagonisti, che così, immediatamente, rispettando comunque il testo originario, diventano veri, acquistano maggior naturalezza. Sullo sfondo della scena, invece, si muove continuamente un gruppo di Zanni mascherati: le loro danze e i loro movimenti mimici formano una scenografia vivente per la storia e fungono a volte da raccordo narrativo delle scene, senza mai interagire con i quattro caratteri principali.</p>
<p>I personaggi della Commedia dell’Arte non hanno l’approfondimento psicologico vertiginoso dei personaggi di Pirandello, di Pinter o di Ibsen, non si pongono troppe domande: agiscono, amano, lottano istintivamente, vivono secondo le emozioni e i segnali ricevuti dalla strada. Sono animali che vivono in branco nonostante la loro diversa natura.</p>
<p>La scelta del jazz per accompagnare questi componimenti antichi che, come ho detto, sono già predisposti alla musicalità, è una scelta personale: il jazz è un genere che ritengo senza tempo e che si abbina bene alla Commedia dell’Arte, perchè ambedue sono basate sullo stesso principio dell’improvvisazione.  Canzoni e ballate saranno presenti nello spettacolo. La musicalità dei suoni si abbina, così, alla musicalità e ai ritmi dei gesti dei personaggi in scena.</p>
<p>In <em>Frotole e Stramboti alla bergamasca</em> il protagonista, Ruzante, personaggio a metà tra la maschera del Capitano e lo Zanni, compie un viaggio verso una meta sconosciuta, come continua a ripetere ai suoi compagni di avventure che lo seguono per “fame”; mentre lo Zanni, bravo lavoratore, si accaserà con la sua Lazarina, prostituta incontrata lungo la strada, il Dottore, avvocato logorroico, spiantato e senza casa, riprenderà il suo viaggio.</p>
<p>Ruzante, capitano abbandonato, resterà solo con la sua inseparabile bicicletta, il suo cavallo di ferro, che rappresenta per lui la corsa, la velocità, la possibilità di andare, fuggire da tutto e da tutti. Nella sua solitudine, alla fine, Ruzante ha un momento di intima riflessione: attraverso il celebre monologo di Amleto, “Essere o non essere”, rivisto in una veste dialettale, metterà in gioco la sua natura, la sua vita, il suo futuro. E il suo viaggio continuerà, senza una effettiva meta.</p>
<p>I temi forti, i racconti grotteschi e le parole basse e popolaresche, anche le più volgari, sono molto addolcite dall’atmosfera di lieve comicità surreale che circonda la storia, in modo che anche le tematiche più cupe e grasse assumono il gusto agrodolce del gioco della vita e consentono di abbandonarsi, per un po’, alla seducente malinconia di suoni provenienti dal nostro passato.</p>
<p align="right">Eugenio De’ Giorgi</p>
]]></content:encoded>
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		<title>CARAVAGGIO</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Dec 2010 22:09:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>degiorgi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[da Dario Fo e Eugenio de&#8217;Giorgi
con Eugenio de&#8217;Giorgi
drammaturgia e regia Stefano Simone Pintor


“Quando non c’è energia non c’è colore, non c’è forma, non c’è vita”
Michelangelo Merisi da Caravaggio
Per ricordare Michelangelo Merisi da Caravaggio, la sua importanza fondamentale nella storia dell’arte italiana e mondiale, abbiamo scelto di farlo attraverso il teatro, usando la forma spettacolare a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">da Dario Fo e Eugenio de&#8217;Giorgi</p>
<p style="text-align: left;">con Eugenio de&#8217;Giorgi</p>
<p style="text-align: left;">drammaturgia e regia Stefano Simone Pintor</p>
<p align="right">
<p align="right">
<p align="right">“Quando non c’è energia non c’è colore, non c’è forma, non c’è vita”</p>
<p align="right">Michelangelo Merisi da Caravaggio</p>
<p>Per ricordare Michelangelo Merisi da Caravaggio, la sua importanza fondamentale nella storia dell’arte italiana e mondiale, abbiamo scelto di farlo attraverso il teatro, usando la forma spettacolare a celebrazione non solo della sua rivoluzionaria opera – resa tanto teatrale nell’espressione dei soggetti e delle atmosfere descritte da un’incessante ricerca sull’illuminazione e sulla plasticità delle figure – ma anche di una vita vissuta sempre all’estremo, dove l’elemento spettacolare sembrava sempre fondersi con il quotidiano.</p>
<p>Per farlo, lo assoceremo a un altro grande rivoluzionario della scena artistica milanese e internazionale: Dario Fo, già autore di una lezione spettacolo incentrata su Caravaggio, ma anche e soprattutto autore di brani che, proprio come fece quest’ultimo, dalla materia biblica traggono larghissimo spunto. Attraverso testi come La resurrezione di Lazzaro e Abramo e Isacco ci porremo il duplice obiettivo di raccontare tanto l’episodio biblico ispiratore, quanto di rievocare l’atmosfera del relativo quadro caravaggesco (di volta in volta presentato o ricreato sulla scena), e di evidenziarne così, attraverso la presenza fisica dell’attore costitutrice di una terza dimensione al di fuori della tela, i dettagli e i significati più nascosti, l’essenza ultima. A completare questa ricerca, aggiungiamo anche gli interventi in grammelot dello stesso de’ Giorgi, che analizzeranno in chiave popolare la vita e le ultime opere del pittore. Cercheremo di creare, dunque, uno spettacolo insieme istruttivo e giocoso, nel tentativo di far rinascere miracolosamente attraverso la scena e l’analisi della tela, tutta l’energia del genio del Merisi. Nella speranza che, per dirla con Fo, «ve piàsano i miracoli»…</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>FUMATA BIANCA SUL MONTE ROSA, Ascesa e ascensioni di Achille Ratti, poi&#8230; Papa Pio XI</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Sep 2010 06:24:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>degiorgi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[di e con Eugenio de&#8217;Giorgi
regia di Stefano Simone Pintor
Venerdì 17 Settembre ore 21.00
Casa natale Pio XI &#8211; DESIO (MB)
PRIMA ASSOLUTA - ingresso libero

Achille Ratti, futuro Papa Pio XI, è a torto uno dei Papi meno noti del XX secolo. Vive il suo pontificato proprio a cavallo del fascismo e del nazismo. E’ il papa scalatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di e con <strong>Eugenio de&#8217;Giorgi</strong></p>
<p>regia di Stefano Simone Pintor</p>
<p><strong>Venerdì 17 Settembre ore 21.00</strong><br />
Casa natale Pio XI &#8211; <strong>DESIO (MB)</strong></p>
<p><strong>PRIMA ASSOLUTA </strong>- ingresso libero</p>
<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal" style="mso-pagination: none; tab-stops: 28.0pt 56.0pt 84.0pt 112.0pt 140.0pt 168.0pt 196.0pt 224.0pt 252.0pt 280.0pt 308.0pt 336.0pt; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none;"><span style="font-family: 'Times New Roman';">Achille Ratti, futuro Papa Pio XI, è a torto uno dei Papi meno noti del XX secolo. Vive il suo pontificato proprio a cavallo del fascismo e del nazismo. E’ il papa scalatore che inaugura nuove vie sul Monte Rosa, il papa delle missioni, delle 30 encicliche. Grande studioso, prefetto della Biblioteca Ambrosiana, sancisce la nascita dello Stato Vaticano e dei Patti Lateranensi. Durissimo nei confronti di Mussolini e Hitler.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="mso-bidi-font-size: 20.0pt; font-family: &quot;Times New Roman&quot;; mso-bidi-font-family: Calibri;">Una vita intensa, appassionata e profonda, viene raccontata secondo i canoni del teatro popolare. I personaggi e le diverse vicende sono giocate con la tecnica del teatro dell’arte. L’unico attore in scena descrive con ironia e comicità, senza dimenticare il momento tragico del nostro paese, un capitolo indimenticabile della nostra storia. </span><span style="font-family: &quot;Times New Roman&quot;;"> </span></p>
<p><!--EndFragment--></p>
<p><!--StartFragment--></p>
<p class="MsoNormal" style="mso-pagination: none; tab-stops: 28.0pt 56.0pt 84.0pt 112.0pt 140.0pt 168.0pt 196.0pt 224.0pt 252.0pt 280.0pt 308.0pt 336.0pt; mso-layout-grid-align: none; text-autospace: none;"><span style="font-family: 'Times New Roman';"><span style="font-size: small;"><br />
</span></span></p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 29px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Achille Ratti, futuro Papa Pio XI, è a torto uno dei Papi meno noti del XX secolo. Vive il suo pontificato proprio a cavallo del fascismo e del nazismo. E’ il papa scalatore che inaugura nuove vie sul Monte Rosa, il papa delle missioni, delle 30 encicliche. Grande studioso, prefetto della Biblioteca Ambrosiana, sancisce la nascita dello Stato Vaticano e dei Patti Lateranensi. Durissimo nei confronti di Mussolini e Hitler.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 29px; width: 1px; height: 1px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden;">Una vita intensa, appassionata e profonda, viene raccontata secondo i canoni del teatro popolare. I personaggi e le diverse vicende sono giocate con la tecnica del teatro dell’arte. L’unico attore in scena descrive con ironia e comicità, senza dimenticare il momento tragico del nostro paese, un capitolo indimenticabile della nostra storia.</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>AHMED il filosofo di Alain Badiou</title>
		<link>http://www.eugeniodegiorgi.it/index.php/angelo-roncalli-in-arte-papa-gioan-3/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Dec 2009 10:47:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>degiorgi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[con Eugenio de&#8217;Giorgi e gli allievi del laboratorio di Commedia dell&#8217;Arte
FACE a FACE 
dal 21 al 28 Marzo 2010 
 TEATRO FRANCO PARENTI &#8211; Milano
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>con <strong>Eugenio de&#8217;Gior</strong><strong>gi</strong> e gli allievi del laboratorio di Commedia dell&#8217;Arte</p>
<p><strong>FACE a FACE </strong></p>
<p>dal<strong> 21 al 28 </strong>Marzo 2010<strong> </strong></p>
<p><strong> <span style="font-weight: normal;">TEATRO FRANCO PARENTI &#8211; Milano</span></strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>PREVISIONI METEO: DILUVIO UNIVERSALE                                                  The rise and fall of Gianpy</title>
		<link>http://www.eugeniodegiorgi.it/index.php/previsioni-meteo-diluvio-universale-the-rise-and-fall-of-gianpy/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 11:58:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[di e con Eugenio de&#8217; Giorgi
&#8220;Previsioni Meteo: Diluvio Universale
The rise and fall of Gianpy&#8221;, ovvero ascesa e caduta di Gianpiero Fiorani &#8211; ex amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi &#8211; è il primo testo teatrale che si occupa di scalate finanziarie.
Non accade di frequente, infatti, che un&#8217;inchiesta giudiziaria &#8211; quella della procura milanese sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di e con <strong>Eugenio de&#8217; Giorgi</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-96 marginright" title="previsionimeteo_locandina" src="http://www.eugeniodegiorgi.it/wp-content/uploads/2009/09/previsionimeteo_locandina.jpg" alt="previsionimeteo_locandina" width="300" height="392" />&#8220;Previsioni Meteo: Diluvio Universale<br />
The rise and fall of Gianpy&#8221;, ovvero ascesa e caduta di Gianpiero Fiorani &#8211; ex amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi &#8211; è il primo testo teatrale che si occupa di scalate finanziarie.<span id="more-56"></span><br />
Non accade di frequente, infatti, che un&#8217;inchiesta giudiziaria &#8211; quella della procura milanese sulla scalata alla Banca AntonVeneta &#8211; dia lo spunto per uno spettacolo in cui i personaggi sono tratti direttamente dall&#8217;ambiente politico finanziario.All&#8217;interno di un impianto scenografico essenziale, Eugenio de&#8217; Giorgi reinterpreta tutti i protagonisti dell&#8217;intrigo finanziario del 2005, focalizzando la sua attenzione, piuttosto che su di un&#8217;imitazione pedissequa dei personaggi, sulla psicologia e sulla natura nascosta degli stessi.<br />
L&#8217;amaro effetto comico è dato, oltre che dalle caratterizzazioni di de&#8217; Giorgi, anche dal fatto che dopo un anno di ricerche approfondite sulle fonti dell&#8217;epoca, dal testo emergono figure che incarnano il degrado morale ed etico non solo degli ambienti economici, ma dell&#8217;intero Paese, ben più di qualunque personaggio immaginario.</p>
<p><a title="Guarda il video su YouTube" href="http://www.youtube.com/watch?v=uhfL5ZeuROs" target="_blank">Guarda il video su YouTube</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>CHISIMB&#8217;ARCA</title>
		<link>http://www.eugeniodegiorgi.it/index.php/chisimbarca/</link>
		<comments>http://www.eugeniodegiorgi.it/index.php/chisimbarca/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 11:57:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[con Eugenio de&#8217; Giorgi
testo e regia di Haim Baharier
con la collaborazione di Alberto Ungari

È ben vero: l’arte non ha ricetto&#8230;
Perché l’arca allora? Cerchi l’effetto?
&#8230;Rispondo: occorre entrar dentro al concetto!
Eugenio De’ Giorgi, camaleontico affabulatore, intuisce la sfida del testo di Haim Baharier: infrangere il muro tra lettore e testo biblico, tra spettatore e spettacolo, per muovere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>con<strong> Eugenio de&#8217; Giorgi<br />
</strong>testo e regia di<strong> Haim Baharier<br />
</strong>con la collaborazione di <strong>Alberto Ungari<br />
</strong><br />
<em><img class="alignleft size-full wp-image-93 marginright" title="chisimbarca_locandina" src="http://www.eugeniodegiorgi.it/wp-content/uploads/2009/09/chisimbarca_locandina.jpg" alt="chisimbarca_locandina" width="300" height="376" />È ben vero: l’arte non ha ricetto&#8230;<br />
Perché l’arca allora? Cerchi l’effetto?<br />
&#8230;Rispondo: occorre entrar dentro al concetto!</em><br />
Eugenio De’ Giorgi, camaleontico affabulatore, intuisce la sfida del testo di Haim Baharier: infrangere il muro tra lettore e testo biblico, tra spettatore e spettacolo, per muovere il pubblico ad una presa di coscienza responsabile. Che ciascuno, dentro all’arca, si senta in fondo uno scampato al diluvio con una missione da compiere nel nuovo mondo.<span id="more-55"></span>Eugenio De’ Giorgi è Noè, il predestinato, è Sem, Iafet, Ham, i figli di Noè&#8230; dà corpo e voce all’umanità essenziale dell’arca. La posta, lo si intuisce presto, non è solo genetica, ovvero salvare l’umanità e le specie animali. Cosa salva veramente l’arca? Rimane una certezza: l’umorismo e l’ironia amara non affondano nel brodo nero del diluvio. Forse saranno proprio l’umorismo e l’ironia a permettere all’arca di galleggiare.<br />
Lo spettacolo ha debuttato a Venezia il 25 maggio 2008, nella giornata inaugurale del “Festival dell&#8217;Arca”; per l&#8217;occasione, è stata allestita in Campo del Ghetto Nuovo un&#8217;arca di legno che, oltre ad essere scenografia dello spettacolo è diventata teatro.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=R25RLDY9RCg" target="_blank">Guarda il video su YouTube</a></p>
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		<title>ANGELO RONCALLI, IN ARTE PAPA GIOAN</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 11:55:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di e con Eugenio de&#8217; Giorgi
Nello spettacolo, che ha forma di monologo, Eugenio de&#8217; Giorgi presenta la figura di Angelo Roncalli, raccontando non solo del &#8220;Papa buono&#8221;, ma soprattutto dell&#8217;uomo che ha rinnovato la Chiesa per renderla più santa e quindi più pronta ad annunciare il Vangelo ai contemporanei.
Roncalli è l&#8217;uomo che ha ricercato le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di e con<strong> Eugenio de&#8217; Giorgi</strong></p>
<p><img class="alignleft marginright size-full wp-image-154" title="angeloroncalli_locandina" src="http://www.eugeniodegiorgi.it/wp-content/uploads/2009/09/angeloroncalli_locandina.jpg" alt="angeloroncalli_locandina" width="300" height="350" />Nello spettacolo, che ha forma di monologo, Eugenio de&#8217; Giorgi presenta la figura di Angelo Roncalli, raccontando non solo del &#8220;Papa buono&#8221;, ma soprattutto dell&#8217;uomo che ha rinnovato la Chiesa per renderla più santa e quindi più pronta ad annunciare il Vangelo ai contemporanei.<span id="more-54"></span><br />
Roncalli è l&#8217;uomo che ha ricercato le vie per raggiungere l&#8217;unità delle Chiese cristiane, cercando innanzitutto &#8220;ciò che unisce invece di ciò che divide&#8221;. La drammaturgia delinea le sue idee, le riforme, le lotte, anche interne alla Chiesa, facendo emergere una figura &#8220;nuova&#8221; che ha lottato fino alla morte per i valori in cui credeva, per la vita, per la giustizia.<br />
<em>&#8220;Lo spettacolo non vuole essere solo una biografia del personaggio, ma una ricerca e quindi una divulgazione del suo pensiero. Il protagonista è un contadino, che attraverso un linguaggio semplice e popolare, accompagna lo spettatore in un ‘viaggio universale&#8217;. Il suo nome è Gioan, perchè oltre ad essere uno dei nomi più comuni nel bergamasco, terra di origine di Angelo Roncalli, è anche il nome che lui adotta quando diventa Papa.&#8221;</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Eugenio de&#8217; Giorgi</em></p>
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		<title>VENEZIA 1516. AFFITTASI MONOLOCALE ZONA GHETTO</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 11:50:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di e con Eugenio de&#8217;Giorgi
regia di Massimo Navone
scene di Emanuele Luzzati e Roberto Rebaudengo
All’interno di una pittoresca Venezia del Cinquecento nata dalla fantasia di Emanuele Luzzati, fra giochi verbali e metamorfosi improvvise, Eugenio de’ Giorgi, nel ruolo di affabulatore-cantastorie, accompagna gli spettatori alla scoperta delle avventure ora tristi, ora comiche, ora grottesche di alcuni personaggi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di e con <strong>Eugenio de&#8217;Giorgi<br />
</strong>regia di <strong>Massimo Navone<br />
</strong>scene di <strong>Emanuele Luzzati e Roberto Rebaudengo</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-97 marginright" title="monolocalezonaghetto_locandina" src="http://www.eugeniodegiorgi.it/wp-content/uploads/2009/09/monolocalezonaghetto_locandina.jpg" alt="monolocalezonaghetto_locandina" width="300" height="355" />All’interno di una pittoresca Venezia del Cinquecento nata dalla fantasia di Emanuele Luzzati, fra giochi verbali e metamorfosi improvvise, Eugenio de’ Giorgi, nel ruolo di affabulatore-cantastorie, accompagna gli spettatori alla scoperta delle avventure ora tristi, ora comiche, ora grottesche di alcuni personaggi legati alla storia del Ghetto di Venezia: dal frate domenicano Tommaso Torquemada, responsabile della cacciata degli ebrei dalla Spagna, al marrano Giuseppe Francoso, che a causa della sua vita indigente e precaria si fece battezzare quattro volte, da Leone da Modena, il più famoso e discusso rabbino veneziano, alla poetessa Sara Copio Sullam, detta “la bella ebrea”, al profeta Nathan di Gaza, che a Venezia si spacciò per il falso Messia Shabbataizvi.<span id="more-53"></span><br />
In una giullarata divertente e provocatoria vengono così rappresentati, con l’ironia dei comici dell’arte, senza dimenticare i toni e i colori dello humour yiddish, due temi di grande rilievo storico e sociale: la segregazione e la persecuzione degli ebrei.<br />
Attraverso il gioco del teatro, la lezione di un passato raccontato anche nei suoi aspetti quotidiani diventa motivo di riflessione per il presente e per il futuro.<br />
Lo spettacolo ha debuttato nella Stagione teatrale 2006/2007 a Venezia, Milano, Roma e Londra.</p>
<p>Il testo teatrale di Venezia 1516, affittasi monolocale zona ghetto è stato pubblicato, con allegato DVD dello spettacolo, da Edizioni La Giuntina.<br />
Clicca qui per l’acquisto.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=D7yPqigk0kk" target="_blank">Guarda il video su YouTube</a></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-98" title="monolocalezonaghetto_articolo" src="http://www.eugeniodegiorgi.it/wp-content/uploads/2009/09/monolocalezonaghetto_articolo.jpg" alt="monolocalezonaghetto_articolo" width="670" height="446" /></p>
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		<title>&#8220;CHE MAGNADA!&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 11:48:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[di e con Eugenio de&#8217; Giorgi
Italia e cucina. Binomio scontato, ma assolutamente veritiero. Nei miei studi, legati in particolar modo al mondo veneziano e di conseguenza al teatro di Carlo Goldoni, non potevo non scontrarmi, o incontrarmi, con la cucina, così presente nelle sue commedie.
&#8220;La semplicità goldoniana, scavando nell&#8217;esistenza di tutti i giorni, non poteva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di e con<strong> Eugenio de&#8217; Giorgi</strong></p>
<p><em>Italia e cucina. Binomio scontato, ma assolutamente veritiero. Nei miei studi, legati in particolar modo al mondo veneziano e di conseguenza al teatro di Carlo Goldoni, non potevo non scontrarmi, o incontrarmi, con la cucina, così presente nelle sue commedie.</em><span id="more-52"></span><br />
<em>&#8220;La semplicità goldoniana, scavando nell&#8217;esistenza di tutti i giorni, non poteva non toccare la gastronomia. [...] Goldoni inserisce le sue note di cucina nelle sue commedie proprio per riferirsi alla vita semplice di tutti i giorni, ancora nella sua visione che il teatro non è altro che una parte della nostra vita quotidiana, con i suoi sviluppi naturali; la vita è teatro e il teatro è vita&#8221; (R. Da Mosto, Prefazione a G.Rorato, La cucina di Carlo Goldoni, Stamperia di Venezia, 1993).<br />
Da qui, il mio interesse ad approfondire l&#8217;aspetto gastronomico anche oltre il teatro goldoniano; addentrandomi nella cucina veneziana ho trovato un&#8217;incredibile varietà di ricette e storie ad esse legate e mi sono divertito ad intrufolarmi nel mondo della cucina passando da una commedia all&#8217;altra, da un personaggio all&#8217;altro, da un avvenimento popolare ad un appuntamento con il pranzo a favore del nuovo Doge&#8230;<br />
Ne è nato uno spettacolo &#8216;appetitoso&#8217;.Un istrionico cantastorie della tradizione della Commedia dell&#8217;Arte, accompagnato da musica dal vivo, narra e diverte con scene e personaggi indimenticabili in un viaggio &#8216;gastrocomico&#8217;!</em></p>
<p style="text-align: right;"><em>Eugenio de&#8217; Giorgi</em></p>
<p><img class="alignnone size-large wp-image-104" title="Che Magnada" src="http://www.eugeniodegiorgi.it/wp-content/uploads/2009/09/IMG_0320-670x446.jpg" alt="Che Magnada" width="670" height="446" /></p>
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